La Rete romana contro la crisi aderisce allo sciopero generale della scuola
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La crisi a Roma. Nessuno resti solo
on mercoledì 10 marzo 2010
Contro la distruzione della scuola pubblica, i processi di privatizzazione in corso e per forti investimenti nel settore dell'istruzione pubblica, la RETE ROMANA CONTRO LA CRISI e' al fianco dei precari/e, dei lavoratori e lavoratrici della scuola, dei genitori, degli studenti e aderisce allo sciopero generale della scuola del 12 marzo con manifestazione nazionale da p.zza della repubblica, ore 10, fino al MIUR.
RETE CONTRO LA CRISI di Roma
www.nessunorestisolo.blogspot.com
Roma, 8 marzo 2010
Per una vertenza sociale sulle tariffe
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La crisi a Roma. Nessuno resti solo
on lunedì 1 marzo 2010
Contro la crisi ognuno si prenda le sue responsabilità
La Rete Anticrisi di Roma, di fronte alle conseguenze della crisi economica, propone che Regione, Comune e municipi si facciano carico dei costi sociali della crisi che attanaglia i lavoratori e le loro famiglie.
Chiediamo
tariffe a metà per le lavoratrici e i lavoratori colpiti da licenziamento, cassa integrazione, mancato pagamento degli stipendi, disoccupazione (gas, luce, Tarsu, trasporti, asili nido e spese scolastiche al 50%). L’integrazione sia a carico degli enti locali
Respingiamo
lo spirito, i parametri e le modalità con cui è stata costruita la recente Legge regionale sul reddito. I fondi stanziati arriveranno a poche migliaia di persone sulle oltre 100.000 che in tutta la Regione ne hanno avanzato richiesta. Da questa legge sono stati esclusi sia i giovani disoccupati sia gli disoccupati ultraquarantacinquenni che sono già esclusi e incontrano maggiori difficoltà di inserimento nel mercato del lavoro.
Chiediamo
L’estensione del reddito previsto a tutti coloro che hanno fatto domanda per la Legge regionale sul reddito
I soldi per farlo ci sono. Basta prenderli al posto giusto!
- Il 10% dei fondi governativi previsti per Roma (si tratta di 500 milioni di euro)
- Una imposta dell’1% sui cambi di destinazione d’uso di immobili e terreni e sulle commissioni di intermediazioni immobiliari per colpire la rendita e la speculazione immobiliare
- Utilizzo dei residui passivi e dei fondi europei della Regione previsti per le aree di crisi
Queste risorse devono convergere in uno speciale Fondo pubblico anticrisi con cui pagare l’integrazione sociale alle tariffe per le bollette e i servizi dei soggetti sociali colpiti dalla crisi
Apriamo una seria vertenza sociale e conflittuale
Su questa proposta intendiamo aprire lo scontro e il confronto con Municipi, Comune, Regione sul pagamento delle tariffe al 50% e l’integrazione delle bollette per le famiglie colpite dalla crisi
Riaffermiamo che per battere la crisi occorre innanzitutto bloccare i licenziamenti, gli sfratti, le privatizzazioni dei servizi pubblici e le esternalizzazioni. Di fronte alla crisi “Nessuno resti solo”
Contattate la Rete Anticrisi. Prepariamo incontri e assemblee in tutti i quartieri e i municipi.
Cominciamo a far sentire anche a Comune, Regione e municipi le loro responsabilità sulla crisi.
Si ricorda a tutte e tutti coloro che sono interessati, che la Rete contro la crisi si riunisce ogni martedi alle ore 18.00 in via Giolitti 231 (Stazione Termini)
Lettera aperta
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La crisi a Roma. Nessuno resti solo
on venerdì 12 febbraio 2010
Se la vera risposta alla crisi sta diventando la crisi della democrazia quello che sta avvenendo nell’ultimo periodo è degno di riflessione se ancora si hanno a cuore gli spazi di libertà e di agibilità politica nel nostro paese. Ancor di più dovrebbe interessare chiunque voglia ancora denunciare la dilagante e sistematica svolta autoritaria intrapresa negli ultimi anni. Stiamo assistendo quotidianamente al tentativo di risoluzione di gravissimi problemi sociali con provvedimenti di ordine pubblico. Un trattamento particolare già avviato da tempo dentro quel generale laboratorio repressivo che l’attuale governo ha inteso attuare all’interno di una profonda svolta autoritaria. Si va costituendo in Italia la forma dell’eccezionalità sulla norma, nel senso specifico della sospensione dell’ordinamento che la sorregge, trasformando in prassi consolidata la gestione autoritaria della crisi economica e sociale. Il rischio è che prevalga l’idea che dall’emergenza si esca con la sospensione dei diritti, la limitazione delle tutele, delle manifestazioni, del dissenso. E' un disegno intimidatorio che accompagna l'aggravarsi della crisi economica e sociale; proprio mentre chi gestisce politicamente la crisi stessa si vuole esente da ogni giudizio, denuncia, processo.
La conseguenza diretta di questo dispositivo è che nella crisi economica prende forma la crisi democratica. La penalizzazione delle lotte sociali, dell’agibilità politica dei movimenti indipendenti, il bavaglio mediatico imposto alle opposizioni, significano molto di più e rappresentano un tratto ancor più inquietante se considerati all’interno nel contesto politico e sociale più generale nel quale si ascrivono. Il restringimento degli spazi di libertà sta colpendo ampi settori sociali, dalle cariche della polizia sui i lavoratori che stanno perdendo il posto di lavoro come nel caso Alcoa e di altre migliaia di situazioni che potremmo citare agli sgomberi e agli sfratti delle case avvenuti a Roma e poi la limitazione degli spazi di dissenso degli studenti, dei comitati territoriali contro le grandi opere e le speculazioni. E ancora, il sovraffollamento delle carceri, di cui la stragrande maggioranza della popolazione è ancora in attesa di giudizio all’applicazione del pacchetto sicurezza e delle leggi razziste che istituiscono i famigerati CIE, tutto ciò contribuisce a rendere nauseabondo il clima che questo governo ci vuole far respirare.
Il 10 febbraio si è svolta davanti alla prefettura una manifestazione in concomitanza con il tavolo sulla crisi convocato dal prefetto alla presenza il comune, provincia, regione, governo e rappresentanti della parti sociali. Il meeting era un passaggio mediatico della campagna elettorale in corso per le elezioni regionali. E non ha prodotto nulla se non degli spot imbarazzanti sui futuri posti di lavoro che Alemanno promette di creare nel prossimo anno: oltre 600 mila! Poi le sparate mediatiche che riguardano nello specifico l'area metropolitana di Roma sono veramente inammissibili se consideriamo la dimensione reale della crisi nel mercato del lavoro. Il tasso di disoccupazione che supera ormai l'8,5% quindi circa 500.000 persone ha tra l’altro i numeri sottostimati per via delle cassa integrazioni che ancora contengono il bacino della disoccupazione senza le quali avrebbe già superato il 10%. Infatti per gli ammortizzatori sociali parliamo di numeri stratosferici: a meta' 2009 le Cassa integrazioni guadagni ordinarie nella Provincia di Roma rispetto all'anno precedente sono aumentate del 110% e addirittura le Cassa integrazione guadagni straordinaria del 750%. Per non parlare poi della condizione giovanile che con questi chiari di luna, vede crescere il suo tasso di disoccupazione fino al 27%, giovani che non vedono gli ammortizzatori sociali! Questa e' la realtà!
Come Rete romana contro la crisi, composta dai Lavoratori di Eutelia, MVS ex-IBM, Coordinamento precari della scuola, Movimenti per il diritto all’abitare, Comitati per il reddito garantito, lavoratori africani cacciati da Rosarno, eravamo lì per far sentire la nostra voce perché la crisi si sta manifestando sulla nostra pelle. Eravamo lì perché diverse lotte si sono riconosciute in questi mesi salendo sui tetti, cercando visibilità e protagonismo sociale; questo è avvenuto ed avviene perché il governo di questo paese non sta dando nessuna risposta concreta nelle politiche di welfare e di redistribuzione della ricchezza. Attualmente l’Italia e la Grecia, sono gli unici due paesi in Europa a non avere nessuna forma di protezione sociale e redistribuzione di reddito per i disoccupati e i precari. Una protezione che va resa esigibile mettendo in campo risorse da parte del Governo e degli Enti locali in forma diretta e indiretta.
Alla nostra richiesta di incontro con la prefettura e i rappresentati istituzionali presenti per portare al tavolo delle proposte concrete, la celere e i carabinieri di tutta risposta hanno reagito caricando i partecipanti al presidio. Per una manifestazione autorizzata dove l’indignazione è stata resa visibile con slogan ed interventi dal microfono, chiudere il bilancio con più di 40 persone ferite di cui oltre 20 refertate in ospedale tra cui una donna incinta, in più con un arresto, è decisamente troppo, decisamente inaccettabile!
Il dato che ci interessa sottolineare è che la promessa dell’incontro in prefettura non è stata mantenuta, ennesimo sintomo della chiusura estrema ad ogni confronto con i movimenti sociali, con i disoccupati, i precari e i cassintegrati che in questa città vivono per primi la crisi sociale.
In questo clima è necessaria una presa di parola da parte di tutte le forze sinceramente democratiche per sollecitare un incontro immediato con la prefettura e i rappresentati istituzionali locali e nazionali sul tema della crisi e delle risposte che si vogliono mettere in campo.
Rete romana contro la crisi, precari della scuola, Lavoratori Eutelia, Movimenti per il diritto all’abitare, Lavoratori Italtel, Collettivi Studenteschi La Sapienza, Rete 28 Aprile Lazio, ex 8MARZO, USI AIT ROMA, RETE DEI COMUNISTI, SINISTRA CRITICA, FEDERAZIONE DELLA SINISTRA (PRC,PDCI, SOCIALISMO 2000,LAVORO E SOLIDARIETA’), FEDERAZIONE NAZIONALE RDB,COMUNISTI UNITI, PATRIA SOCIALISTA, FABIO NOBILE (PORTAVOCE FEDERAZIONE DELLA SINISTRA-ROMA), SERGIO CARARO (RETE DEI COMUNISTI), ARMANDO MORGIA (SINISTRA CRITICA), IVANO PEDUZZI (CONSIGLIERE REGIONALE FEDERAZIONE DELLA SINISTRA), ARMANDO MORGIA (SINISTRA CRITICA), SERENETTA MONTI ROBERTO ROSSETTI (SINISTRA CRITICA), MASSIMILIANO SMERIGLIO (ASSESSORE FORMAZIONE E LAVORO- PROVINCIA DI ROMA), ANNA PIZZO (CONSIGLIERE REGIONALE SINISTRA E LIBERTÀ), GIANLUCA PECIOLA (CONSIGLIERE PROVINCIALE SINISTRA E LIBERTÀ)
Assemblea cittadina di solidarietà venerdì 13 novembre davanti allo stabilimento di Agile/Eutelia
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La crisi a Roma. Nessuno resti solo
on giovedì 12 novembre 2009
La rete romana contro la crisi ha organizzato per venerdì 13 novembre alle ore 17 un'assemblea cittadina davanti allo stabilimento occupato di Agile/Eutelia, in via Vincenzo Bona 67 (traversa a destra di via Tiburtina subito prima del GRA).
CONTRO LA CRISI
CONTRO LO SQUADRISMO PADRONALE
PER L'UNITA' DI TUTTE LE AZIENDE IN LOTTA
VI ASPETTIAMO
Adesione allo sciopero dei metalmeccanici romani di lunedì 9 novembre
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La crisi a Roma. Nessuno resti solo
on giovedì 5 novembre 2009
La crisi a roma, perchè nessuno resti solo - assemblea cittadina
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La crisi a Roma. Nessuno resti solo
on lunedì 26 ottobre 2009
LA CRISI A ROMA, PERCHE’ NESSUNO RESTI SOLO
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La crisi a Roma. Nessuno resti solo
on venerdì 16 ottobre 2009
La crisi economica e culturale che sta attraversando il mondo è strutturale. Nasce, si sviluppa e si aggrava tutta dentro le dinamiche del capitalismo mondiale, tanto che le politiche neo-liberiste degli ultimi decenni nel tentativo di allontanare la crisi ne hanno aggravato gli effetti. Il prezzo più alto della crisi in ogni parte del globo viene scaricato sugli strati più poveri della popolazione, sulle lavoratrici e sui lavoratori, sui Paesi più deboli.
In Italia la situazione è particolarmente grave e peculiare per debolezza della sua struttura produttiva resa competitiva fino a poco tempo fa solo dall’abbattimento del costo del lavoro, dalla precarizzazione, dall’evasione fiscale. Infatti, anche le imprese hanno preferito fare investimenti nella speculazione finanziaria e/o nel debito pubblico piuttosto che sviluppare investimenti in ricerca e tecnologie avanzate.
Le politiche del governo, anche in quest’ ultimo anno, non fanno che incoraggiare imprese, banche e servizi pubblici ad andare in questa direzione fallimentare.
In ogni parte del paese la crisi è vissuta in maniera diversa e dal nord al sud, dalle metropoli alle province, la reazione e le conseguenze sociali sono molto differenti.
Di fronte a tale quadro riteniamo necessario indagare più a fondo gli effetti della crisi economica e sociale a Roma dove, pur picchiando duramente, se ne vivono le conseguenze sempre più in maniera frammentata. E questo avviene dalle punte più avanzate dell’economia romana a quelle più arretrate. Dal settore pubblico, a partire dal drammatico attacco alla scuola pubblica con il licenziamento di massa dei precari e nessuna garanzia per la salvaguardia del diritto allo studio, passando per la sanità, con le esternalizzazioni, la chiusura di presidi sanitari, liste di attesa sempre più lunghe. A quello privato dei poli a tecnologia avanzata che ha caratterizzato il sistema industriale nella capitale (il terzo nel Paese) e nella Regione. Senza contare i migliaia di cassa integrati del 2008. I dati ufficiali ci parlano di un aumento delle ore di sussidio (tra CIG ordinaria e straordinaria) a Roma del 282% e del 219% nella Regione nel solo periodo gennaio-marzo 2009 (con un aumento del 512% nella sola industria), di fronte a un dato nazionale nello stesso periodo del 184%. Si prevedono 70.000 cassaintegrati entro la fine dell’anno, la maggior parte dei quali sono donne, soggetti doppiamente colpiti dalla crisi.
Sempre secondo le più recenti indagini, il 20% delle piccole e medie imprese nell’area romana sta licenziando; nel Lazio su 10.000 occupati nel settore delle agenzie turistiche il 10% ha già perso il lavoro; nell’ultimo anno si è avuta la chiusura di circa 4.000 piccoli esercizi, su cui ha pesato il crollo del potere d’acquisto delle famiglie di lavoratori e pensionati e la devastante politica dei centri commerciali portata avanti negli anni scorsi.
A Roma, inoltre, hanno un peso rilevante la produzione culturale e l'Università. In quest’ultima assistiamo già da anni alla dismissione del servizio pubblico, alla dequalificazione ed alla trasformazione degli studenti in forza lavoro precaria in formazione senza più alcuna garanzia di futuro, senza più alcun diritto.
Una condizioni di precarietà dilagante in città, che “il modello Roma” ha alimentato con le esternalizzazioni dei servizi comunali, e su cui oggi si abbatte la scure della disoccupazione. Senza contare il peso enorme che la rendita speculativa immobiliare rappresenta, con il caro affitti e il caro prezzi, per i redditi di una parte importante della popolazione. Su questo terreno c’è un nesso profondo da indagare: il rapporto tra crisi, speculazione immobiliare e questione urbana.
Un dato su tutti che dimostra in maniera lancinante l’incompatibilità del mercato speculativo con la condizione sociale: sono cresciuti a dismisura gli sfratti, in un solo anno, il 2008, le nuove sentenze sono state quasi 8500, di cui quasi 6000 per morosità e le richieste di esecuzione presentate dagli Ufficiali Giudiziari sono cresciute di oltre il 160%.
Nel Paese e nella città gli elementi fascistoidi del berlusconismo fanno breccia nel tessuto sociale lacerato dalla crisi e dalla guerra tra poveri che questa scatena. Una guerra che porta il debole a rivalersi sul più debole, cercando il capro espiatorio nell' immigrato e nel “diverso”. Su questo a Roma si è innestata una legittimazione fortissima dell’estrema destra che continua ad agire in forme più o meno subdole ma continuando ad alimentare la cultura dell’odio. Una legittimazione che preoccupa ancora di più di fronte alla criminalizzazione delle lotte come è avvenuto con gli arresti nell’ex scuola “8 marzo”.
Si rende alla luce di ciò necessario connettere le realtà politiche, sociali, di movimento, sindacali per costruire un’efficace risposta unitaria alla crisi a Roma. Un percorso di discussione e di azione che permetta di supportare le lotte e le vertenze che si sviluppano nella città e allo stesso tempo provi a costruire percorsi di mobilitazioni sociali unitari, perché di fronte alla crisi NESSUNO RESTI SOLO, siano essi operai e operaie o impiegati e impiegate piuttosto che studenti e studentesse o insegnanti precari, migranti piuttosto che sfrattati o inquilini delle case popolari, ricercatori e ricercatrici piuttosto che addetti al pulimento. Senza dimenticare i “licenziamenti” di centinaia di collaboratrici domestiche, che non hanno usufruito della recente sanatoria.
Roma sarà attraversata ad ottobre da tante manifestazioni nazionali, tutte importantissime, ma è necessario che la città ricominci a resistere insieme. Per questo chiediamo a tutte le realtà in lotta di partecipare all'assemblea cittadina che si svolgerà il giorno 28 ottobre alle ore 17.30 nella sede dell'associazione “Esquilino domani” in Via Galilei 53.
Primi firmatari:Coordinamento Precari Scuola,Coordinamento dei collettivi ‘’La Sapienza’’,Sinistra Critica,Rete dei comunisti,PdCI,PRC,Sinistra e Libertà, Associazione Comunisti Uniti, PCL, Rete 28 Aprile- CGIL, Lavoro e Società -CGIL, Associazione 23 Marzo -Lavoro e Solidarietà, Assemblea dei lavoratori autoconvocati, Associazione duumchatu, Comunisti-Sinistra popolare, Comitato Anticrisi VIII Municipio, Coordinamento dei Collettivi Comunisti,
Partecipano: RDB,SDL,Unioni Inquilini

